Premessa: ci sono scrittori dal linguaggio poetico o comunque con una forte “poetica del linguaggio”, ci sono scrittori produttori di storie fantastiche e complesse, ci sono scrittori che forniscono una sintesi di poetica & intreccio, in proporzioni variabili. Naturalmente non parlo qui del valore di costoro che certo non è dato dal mercato ovvero da quanto vendono, ma indipendentemente dal numero di copie vendute (nel bene  e nel male).

Conseguenza: gli scrittori che sanno coniugare poetica e intreccio li preferisco e credo che per procedere adottino un procedimento mentale che chiamo “complotto dell’idea”. Ogni storia, ogni episodio, ogni singola parola è scelta a partire dall’idea narrativa iniziale “il romanzo parla di…..” e questa idea iniziale raduna attorno a se ogni forza (personaggi, linguaggi, episodi etc) e ciascuna di esse diventa anima di un complotto che rafforza sempre più l’idea guida. In altri termini ogni elemento diventa la necessità della storia che lo scrittore traduce dalla mente al foglio.

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