Ho la chiave per uscire

Un diritto
Le vacanze sono terminate. Si torna al lavoro, si torna a studiare, si torna a casa. Vacanza, lavoro, studio sono anche luoghi, come lo è la casa. Anche il cuore è un luogo. Ce li possiamo permettere quando possiamo entrarci perché ne abbiamo diritto. Giova ricordarselo!

Un rovescio
Ciascuno di questi luoghi ha i suoi tempi. Quelli delle vacanze sono tempi che scorrono veloci.
Quelli dello studio sono lenti ed accelerano quando si avvicinano esami. Quelli del lavoro sono sempre più spesso soffocanti. I tempi dell’amore vorremmo non finissero mai.
A casa manca il tempo per godersela e per mettere ordine. Il tempo è infinito quando non puoi uscirne.
I minuti ci sfuggono dalle mani oppure non riusciamo a farli trascorrere veloci. Il tempo comunque passa e non torna più. Anche questo giova ricordarselo!

Un sospetto
Certe volte mi domando se il tempo sia una misura costante. Consideriamo ovvio che il tempo non possa essere conservato. Il tempo è uno ed uno solo e và dall’alba alla prossima alba. Senza soluzione di continuità. Potrebbe bastarmi che il tempo delle vacanze o quello di qualsiasi cosa che amo, durasse più a lungo di qualcosa che detesto. Detesto tutti i non luoghi, quelli che ci dofficano. Già, bella scoperta!

I segni
Il ragionamento che considera il tempo una successione interminabile d’attimi è legata a dei segni. Le rughe del viso, la data del ritorno, i fogli da smazzare per finire il libro. Una ruga toglie gioventù. E’ un segno che avremmo voluto arrivasse più tardi. La gioventù passa in fretta. Il ritorno giunge troppo presto perché ci riporta da dove veniamo. Il dove veniamo è il luogo dal quale volevamo andarcene. La vacanza fugge via. I fogli sono troppi e quando li abbiamo girati tutti temiamo non sia servito nulla. Cresce l’ansia di dover dimostrare d’averli letti. Il tempo vola e noi non siamo pronti. Il cuore batte per l’amore che si evolve e chiede di rinnovarsi ma non con la riedizione dei suoi primi tempi.
Il tempo è allora percepito di durata variabile a seconda di quello che perdiamo nel suo trascorrere.

Un possibile finale
Provo a vedere ogni vacanza, ogni ruga, ogni esame ed il cuore come semplici giri d’orologio. Il tempo non muta, è la sua durata ad essere diversa. La vacanza è un’ora e vorremmo fosse un anno. La ruga è un anno vorremmo apparisse dopo un secolo. L’esame un minuto e vorremmo avere un anno per studiarlo ed un secondo per passarlo. Il lavoro interminabile, l’amore minacciato dalla deperibilità. A casa qualche ora ogni giorno ma vorremmo starci più a lungo durante le feste natalizie.
TIC TAC l’orologio scandisce il tempo. A noi dare ricchezza ad ogni movimento di lancetta.

la chiave per uscire -il vero finale-
Ricca la vacanza, la casa, lo studio, il cuore e l’età dove ogni secondo non è perso pensando a quando finirà ciò che ci fa star bene o male. Se hai il tempo per vivere i luoghi dei quali ho scritto e di leggere questo messaggio allora capirai che per fare un anno ci vogliono giorni, ore, minuti e secondi. Se ti fermi al primo attimo perderai tutto il resto. Questa la chiave. Giova ricordarselo ed annotarselo!

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