aspettando la primavera

Senza giudizio,

senza Giudizio,

senza GIUDIZIO,

resisto con i piedi in quello che per me è fango,

in mezzo a profumi che per me sono miasmi,

sotto un caldo sole che per me è gelida nebbia.

Gli occhi non vedono quello che altri trovano evidente.

Senza giudizio non accetto di trovarmi confuso.

Senza Giudizio non lascio nessuno di coloro che stanno fra profumi assolati.

Neppure è giusto che mi sottoponga alla gogna del GIUDIZIO,

perché nel fango ci sono finito perché la mia vita mi c’ha chiamato,

ma non per questo è una colpa,

forse solo una via d’accesso alla mia primavera.

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