“Mentre passiamo da questa felice bolla di idrocarburi che abbiamo raggiunto ora a un’economia di risorse energetiche rinnovabili, cosa che facciamo in questo secolo, la parte “civile” della civiltà sopravviverà? Come sappiamo entrambi, non c’è NESSUN MODO in cui le fonti di energia alternativa possano fornire la quantità di energia pro capite di cui godiamo ora, tanto meno per i 9 miliardi previsti per l’anno 2050. E l’energia è ciò che fa andare avanti tutto questo gioco. Siamo attualmente coinvolti in un patto faustiano – vendere le nostre anime economiche per la vita lussuosa del momento, ma prima o poi il prezzo deve essere pagato in qualche modo.” da una lettera scritta dal geologo Walter Youngquist al collega Robert C. Duncan nel 2006

Una lettera che fa riflettere. Porta con se una coppia formidabile di forma e senso. La nostra civiltà vive e muore nell’energia. Credo che la parte civile del mondo sia quella che comprende che essere green, consumare poco e non strafogarsi di consumi e turismo, vivere in semplicità, sia la via della salvezza, per una nuova specie umana, l’homo simplex. Peraltro, essere homo simplex può sembrare un hobby oggi, ma sarà l’obbligo di domani, un domani molto prossimo; rifiutare questa prospettiva significherà perire.

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