Haiku 2021/01

La voce doce.
Manca la classe viva.
La voce non doce più.

in perpetuo

Vino perduto,
dovresti star qui,
uscire quanto prima dalla damigiana lasciata in cantina.

Ti attendo,
sono bicchieri che non ci vediamo,
vendemmie che non stiamo in compagnia,
fino allo stordimento,

rosso perpetuo.

L’ Era di Marzo

Dopo il collasso,
andremo a spasso,
sotto una nevicata di fior di ciliegi,
una nebbia di profumi.

Marzo è durato un millennio,
per alcuni molto molto meno,
per me troppo troppo poco.

La testa sprofondata in un cuscino di muschio,
per trattenere in silenzio il respiro.
Arriva il suono tumultuoso del torrente che reca parole.
Sorriso.
Le porte.
Regina.
Scoperta.
Volontà.
Volo.
Collasso.
Corsa.
Insensato.
Nella vallata,
verso il torrente,
ti vedo ferma che annusi resina di larice,
dalle assi del ponte,
sei lontana,
ma è ben visibile il tuo sorriso.

Disperata vitalità

Si aggirano alla ricerca disperata,
di acqua gassata,
guanti in lattice,
lieviti,
farine e carta igienica.

Questa è la loro vitalità,
la mia mi porta a svolazzare,
inseguo i fringuelli fra folate di brezza fresca,
poi i pollini visibili alle api.

Il sole rimbalza sui vetri chiusi delle case di fronte,
prendo il libro delle poesie,
all’ultima pagina bianca.
Una finestra sbarrata ed una spalancata,
da giorni.

C’è chi si difende, dispera ed attende
e c’è chi scappa.

necessità

Si manifesta la vita,
nei sospiri prima e nell’urlo,
all’unisono batti il cinque,
altro.

Le voci in coro,
trovano l’armonia,
coincidono gli eventi,
nascono identici,
frattali,
ci troviamo per caso,
ogni attimo una sorpresa.

Sorridiamo al caso,
poi ci stupiamo,
se in testa ci cade il vaso.
Eppure serviva questo a renderci consapevoli,
del sole nel solstizio,
del canto del Gallo,
dei due bracci dell’arcobaleno.

La sorprendete casualità,
sono i gemelli,
la necessità.

ape poeta

Condivido con te un paesaggio sonoro realizzato in collaborazione con la poetessa ed amica Serena Vestene, dal canale telegram t.me//AiutamiPoesia

Prima voglio ricordarti che noi umani siamo su questa terra forse da 500.000 anni mentre le api lo sono da oltre 400milioni. Onore alla loro saggezza e resilienza. Chi ha più esperienza di solito ha molto da insegnare a chi ne ha molta meno.

Sono state venerate dagli egizi, nel I° secolo aC furono cantate da Virgilio nelle Georgiche, il quale scrisse “Così voi ma non per voi producete il miele, oh api”. Fino al XIX° secolo si riteneva le api nascessero dai fiori e procurassero la cera distillando con magia l’acqua dal cielo. Quanta poesia nella narrazione della loro storia.

Venendo all’oggi, io e Serena, ci siamo dedicati alle api, condividendo con te, nella loro giornata di celebrazione in tutto il mondo -il 20 maggio, un messaggio poetico in loro aiuto.

Qui il file audio e più sotto il testo della poesia.
In fondo alla poesia anche un interessantissimo documentario. Tutto il dolce che la vita delle api mette a nostra disposizione.

APE POETA

Matteo: Api, sorprendenti insetti, specie longeva, probiotica, sociale.
Serena: Sospese le api a una bava d’aria
varia il ronzio delle ali da fiore a fiore
Matteo: A caccia di pollini sull’alpe al mattino
raccolgono ascoltandoti suonare,
fanno ritorno all’alveare,
per godere della comunione di pioggia e tempo.
Serena: Come si muove il cacciatore su un tesoro nel cuore dell’alba
Matteo: Come scrivessero
mettono i loro punti nelle cellette
ne fanno libro.
Serena: che si rivela alveare
e va fin dove immielato è il loro lavorio di tanti “io”
Matteo: Matura il miele come paradiso.
Quello che abbonda finisce all’uomo
che non ringrazia ed uccide.
La poesia, la comunità,
quella vera, sciama,
quella fragile ancora resta a farsi le ossa spazzolando i campi.
Serena: e sfrega un antidito nella sacca spinale, il “luz” d’osseo sacro, rigenerante come mielata salsedine.
Matteo: L’Ape diventa Poeta,
salta in groppa alle parole per volare,
sulla piuma del vento,
poco prima d’ogni tempo,
per cogliere misteri,
oscurità,
arti,
davanzali,
abbandoni,
smarrimenti fra dialoghi.
Serena: e come un antidoto serba quell’attitudine poetica, il siero che salva è il motivo di volo.

Bee my job…le api, sempre in soccorso dell’umanità.

Hermes

Quasi alla fine del tempo,

arrivò Hermes -il messaggero

recando un messaggio importante.

Il mondo intero

sulle prime

non lo vide.

Aveva avvisato ma nessuno comunque lo aspettava,

troppo impegnati a correre e svolazzare come falene impazzite alla lanterna.

Hermes la guida d’anime, fra mondi.

Voleva mettere una stilla d’energia nel cuore nostro,

dell’essere più misero.

Entrò nel respiro,

a molti si spezzò nel petto,

erano loro malgrado i simboli di un mondo umano che resisteva.

Ma la forza nel petto,

nel cuore le cui ali sono i polmoni,

è ciò che serve a lasciare un mondo ingiusto,

verso un mondo guidato dall’amore.