Haiku del mito

Arde la fiamma

Inconscio e incontri

converseranno.

Haiku della notte

Scende la notte

Dal fondo di bottiglia

Vischiosa pece

Haiku del terzo giorno delle fonti di montagna ghiacciate

E’ la stagione

del tuffo nel profondo

di spazio tempo.

Loren scrisse

Loren Eiseley scrisse
L’uomo é una creatura sognante che ha creato un mondo invisibile di idee, credenze, usanze, abitudini che lo sostengono, e che hanno sostituito in lui precisi istinti delle creature inferiori

Aggiungo io che mi piace molto il suo pensiero anche se il termine “inferiori” preferisco vederlo in senso ironico.

un Haiku per ciò che non sappiamo

Sappiamo forse se una spugna che vive filtrando il cibo dalle acque in cui nuota, abbia sviluppato una filosofia/cultura dell’acqua? Se lo ha fatto non lo sapremmo mai, avendo uomini e spugne, linguaggi completamente diversi, pur vivendo sullo stesso pianeta.

Quale è la ratio

per dire con certezza

“son superiore”?

Le piramidi

foto di Matteo Ponti e Fabio Polastri

Fra i saliscendi collinari attorno a Montevecchia, oltre ad affascinanti brume e luce, una natura ancora in attesa dell’esplosione primaverile, starebbero erte piramidi create dalle mani dei Celti (migliaia di anni or sono), per osservar le stelle. Le lontane fiaccole brillanti nel cielo, che hanno acceso la fantasia umana da sempre, comunque continuano a presentarsi nottetempo sopra questi colli. Che le si guardi o meno. Ecco di seguito alcune immagini di una passeggiata fra quei luoghi. Quelle che noi umani chiamiamo piramidi non le ho fotografate, il mistero comunque facilmente lo puoi sciogliere con una ricerca in internet. Mostrarti le piramidi non era il mio intento perché nulla rivaleggia con la bellezza di un paesaggio nonostante le ferite inferte dall’uomo.

Haiku della salamandra

La bianca fiamma

che non consuma

ma ti abita.

Smettiamo d’essere miseri vandali

Volgi lo sguardo

non solo da umano

e sei re fra re.

quando Montaigne scriveva della nostra presunzione

«Consideriamo dunque per il momento l’uomo solo, senza soccorsi esterni, armato solamente delle proprie armi e sfornito della grazia e della rivelazione divina, che sono tutto il suo onore, la sua forza, il fondamento del suo stesso essere. Vediamo quanta stabilità ha, con questo bell’equipaggiamento. Mi faccia capire, con la forza del suo discorso, su quali fondamenti ha costruito i grandi vantaggi che pensa di avere rispetto alle altre creature. Chi lo ha persuaso che questa meravigliosa oscillazione della volta celeste, la luce eterna di queste fiaccole che ruotano tanto fieramente sopra il suo capo, i movimenti spaventosi di questo mare infinito siano stati creati e siano continuati per tanti secoli per la sua comodità, e per servire a lui? È possibile immaginare qualcosa di tanto ridicolo quanto il fatto che questa creatura miserabile e infelice, che non è neppur signora di se stessa, esposta alle offese di tutte le cose, si dica padrona e regina dell’universo, del quale non è in suo potere conoscere la più piccola parte, e tanto meno comandarla? […]
La presunzione è la nostra malattia naturale e originale. Tra tutte le creature l’uomo è la più fragile e la più soggetta alle calamità; nello stesso tempo è la più orgogliosa. Egli si sente e si vede situato qui, tra la melma e lo sterco del mondo, legato e inchiodato alla parte peggiore, più morta e stagnante dell’universo, all’ultimo livello del creato, il più lontano dalla volta celeste, con gli animali della peggior condizione; e va con l’immaginazione a piantarsi al di sopra del cerchio della luna; a mettere il cielo sotto i propri piedi. Con la vanità di questa stessa immaginazione egli si rende eguale a Dio, si attribuisce qualità divine, da se stesso si elegge e si separa dalla calca delle altre creature, taglia le parti degli animali, suoi fratelli e compagni, e distribuisce loro la porzione di facoltà e di forze che a lui sembra opportuna. Come fa a conoscere, con lo sforzo della sua intelligenza, i moti interni e segreti degli animali? Attraverso quale confronto tra noi e loro deduce la stupidità che attribuisce ad essi?»

api in città…vi sto aspettando