Da dove provengono le parole del poeta?

Me lo sono chiesto qualche volta. Soprattutto me lo ha chiesto qualcuno. Lo ha fatto dopo aver letto una mia poesia.

Le parole mi raggiungono come fanno le api che tornano all’alveare. Sono state in giro per rotte sconosciute a raccogliere polline, nettare o semplicemente a vagare per segnalare territori ricchi di sole e fiori ed acque fresche.

Le parole mi raggiungono e si compongono in sequenze che talvolta capisco solo dopo averle rilette. Sempre mi parlano di un altrove che ho incontrato. Un luogo dove l’universo mi ha fatto intuire la presenza del suo motore più profondo, l’amore.

Con le parole racconto il suo mistero, non ci riesco perché qualcosa mi sfugge, non devo riuscirci perché il mistero deve essere protetto. Con le parole però posso invitare chi legge la poesia a cercare, come faccio io stesso, una comunione profonda con la fonte inesauribile di vita, che l’universo cela ed incarna.